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Asilo nido

L'acquaticità

 

Rivolta ai bimbi che frequentano l'ultimo anno di asilo nido, si intende per acquaticità il sentirsi a proprio agio nell'acqua.

Secondo gli esperti di discipline acquatiche, la difficoltà dell’essere acquatici nasce dall’abitudine a stare in acqua in un certo modo, modo che ci siamo costruiti nel corso del tempo e spesso ciò che ci ostacola sono le idee che abbiamo riguardo l’acqua o la concezione che abbiamo di essa, oppure ancora quello che ci è stato insegnato e che “dobbiamo fare” in essa (tecnica degli stili di nuoto, respirazioni, apnea…), senza verificare se il nostro modo di pensare è in sintonia con ciò che proviamo nel nostro corpo e con le nostre emozioni.

Tutti i bambini fino a tre anni circa non galleggiano sulla superficie perché hanno un peso specifico troppo elevato rispetto alla loro superficie corporea; avvertono la loro paura ma la novità del galleggiamento li spinge a giocare con le loro paure, Un bimbo nel suo stato naturale impara prima dell’adulto perché è curioso della novità, è libero da ogni preconcetto, non ha aspettative e impara direttamente dall’esperienza coinvolgendo tutto il suo essere: mente, corpo, emozioni. La grazia che appartiene ai bambini in stato di innocenza non viene ottenuta con la pratica e provando e riprovando gli esercizi, ma con la spontaneità; più un bimbo è libero nei suoi gesti, più acquisisce autocontrollo con movimenti spontanei, coordinati, efficaci.

Il ruolo di un adulto (genitore prima, educatore poi) è quello del “tramite”, cioè di rendere consapevole il bambino dell’esperienza acquatica. (da Elena Finessi: Acquaticità intesa come piacere di stare in acqua)

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